Enzo Francescoli Uriarte, nato a Montevideo il 12 novembre 1961, è una figura leggendaria del calcio, riconosciuto per la sua straordinaria eleganza e la sopraffina tecnica individuale che gli valsero il soprannome di “El Príncipe” (Il Principe). Giocatore in grado di svariare sulla trequarti e in attacco, combinava un’eccellente capacità realizzativa con quella di rifinitore. La sua carriera si è snodata tra Uruguay, Argentina, Europa e ha lasciato un segno indelebile, in particolare al River Plate e nella Nazionale uruguaiana.
Gli Inizi e la Consacrazione in Argentina:
Francescoli inizia la sua carriera professionistica in patria con il Montevideo Wanderers (1980-1982), dove colleziona 74 presenze e 20 reti in campionato. Il grande salto avviene con il trasferimento al River Plate in Argentina nel 1983, squadra di cui diventerà un’icona.
• River Plate (Prima Parentesi: 1983-1986): In Argentina, il suo talento esplode. In 113 partite di campionato mette a segno 68 gol, numeri da bomber pur giocando spesso tra le linee come mezzapunta/trequartista. Con il River Plate vince il Campionato Argentino 1986 (dove è anche capocannoniere con 25 gol) e si aggiudica due premi come Giocatore dell’Anno (1985, 1995) e due volte il titolo di Capocannoniere (1983-84 con 24 gol e 1985-86).
L’Avventura Europea: Francia e Italia:
Nel 1986, Francescoli si trasferisce in Europa, giocando inizialmente in Francia.
• Matra Racing e Olympique Marsiglia (1986-1990): Dopo un’esperienza al Matra Racing (89 presenze e 32 gol in D1), passa all’Olympique Marsiglia nel 1989. Qui vince il Campionato di Francia 1989–1990 e raggiunge le semifinali di Coppa dei Campioni. A Marsiglia viene nominato Miglior Straniero e la sua classe incanta i tifosi, tra cui un giovane Zinedine Zidane, che lo indicherà come suo idolo.
• L’Approdo in Italia – Cagliari (1990-1993): Nel 1990 Francescoli arriva in Italia, acquistato dal Cagliari, neopromosso in Serie A. Nonostante alcuni acciacchi, in Sardegna è assoluto protagonista, dove rimane per tre stagioni collezionando 98 presenze e 17 reti in campionato, guadagnandosi un posto nella Hall of Fame del club e un amore incondizionato da parte dei tifosi sardi.
• Torino (1993-1994): Chiude la sua esperienza italiana con una stagione al Torino (24 presenze e 3 gol in Serie A).
Il Ritorno a Casa e il Trionfo Sudamericano:
Nel 1994, Francescoli fa ritorno al suo amato River Plate, chiudendo il cerchio della sua carriera e arricchendo il suo palmarès.
• River Plate (Seconda Parentesi: 1994-1997): Questo secondo periodo è costellato di successi:
• Vince la Copa Libertadores nel 1996.
• Si aggiudica altri quattro Campionati Argentini (Apertura 1994, 1996, 1997 e Clausura 1997).
• È nuovamente Capocannoniere del Torneo Apertura 1994-95.
• Viene nominato per la seconda volta Calciatore Sudamericano dell’Anno (1995).
Si ritira dal calcio giocato nel febbraio 1998, con un totale di 647 partite e 237 reti tra club e nazionale maggiore.
La Carriera in Nazionale:
Francescoli è stato una colonna portante della Nazionale uruguaiana (la Celeste), con cui ha disputato 75 partite segnando 19 reti.
• Copa América: Il suo contributo è stato fondamentale per la vittoria di ben tre edizioni della Copa América:
• 1983
• 1987
• 1995 (dove viene anche nominato Miglior Giocatore del Torneo).
• Mondiali: Ha partecipato a due edizioni della Coppa del Mondo: Messico 1986 (segnando un gol) e Italia 1990.
Dopo il ritiro, Francescoli è rimasto legato al River Plate, dove ricopre oggi il ruolo di Direttore Sportivo.