Questi tre calciatori sono stati figure chiavi nel calcio degli anni ‘80 e ‘90.
Roberto Donadoni: Il Pilastro del Grande Milan e l’Ala Azzurra:
Roberto Donadoni è stato un protagonista del calcio italiano, affermandosi come centrocampista di talento e vincendo numerosi trofei, soprattutto con il Milan, prima di intraprendere la carriera di allenatore, guidando anche la Nazionale italiana.
Carriera da Calciatore:
La carriera di Donadoni, nato a Cisano Bergamasco nel 1963, è iniziata nell’Atalanta, con cui ha debuttato in Serie C1 e ha contribuito alla promozione in Serie A, disputando due stagioni da titolare nella massima serie. Nel 1986, fu il primo acquisto miliardario del Milan sotto la presidenza di Silvio Berlusconi, un passaggio che segnò l’inizio del periodo più glorioso della sua carriera.
Il Legame con il Milan (1986-1996 e 1997-1999):
Donadoni è stato un pilastro del Milan per un totale di dodici stagioni, sia sotto la guida di Arrigo Sacchi che di Fabio Capello, collezionando complessivamente 390 presenze e 23 reti in gare ufficiali. Era noto per essere un centrocampista completo, dotato di ottima corsa, dribbling, visione di gioco e un eccellente controllo di palla. Il suo palmarès rossonero è ricchissimo e include:
• 6 Scudetti (1987/88, 1991/92, 1992/93, 1993/94, 1995/96, 1998/99)
• 3 Coppe dei Campioni/Champions League (1988/89, 1989/90, 1993/94)
• 2 Coppe Intercontinentali (1989, 1990)
• 3 Supercoppe UEFA (1989, 1990, 1995)
• 4 Supercoppe Italiane (1989, 1992, 1993, 1994).
Esperienze all’Estero e Ritiro:
Dopo la prima esperienza al Milan, ha giocato per un anno e mezzo negli Stati Uniti con i New York MetroStars (oggi Red Bulls) per poi tornare in rossonero per un altro biennio (1997-1999), dove ha vinto il suo sesto Scudetto. Ha chiuso la carriera nel 2000 in Arabia Saudita con l’Al–Ittihad, vincendo il campionato.
La Nazionale:
In Nazionale, Donadoni ha esordito nel 1986 e ha totalizzato 63 presenze e 5 reti. Ha partecipato ai Mondiali del 1990 (terzo posto) e del 1994 (vicecampione del mondo, perdendo la finale ai rigori contro il Brasile), oltre agli Europei del 1996.
Carriera da Allenatore:
Ritiratosi dal calcio giocato nel 2000, Donadoni ha iniziato la carriera di allenatore nel 2001, partendo dal Lecco in Serie C1. Ha poi allenato in Serie B e A, sedendo sulle panchine di Livorno, Genoa, Cagliari, Napoli e Bologna. I suoi migliori risultati come allenatore sono stati ottenuti con il Parma, che ha guidato dal gennaio 2012 al giugno 2015. Nella stagione 2013-2014, ha portato la squadra al sesto posto e alla qualificazione in Europa League, risultato poi vanificato da difficoltà societarie.
Commissario Tecnico dell’Italia (2006-2008):
Tra il 2006 e il 2008 ha ricoperto l’incarico di Commissario Tecnico della Nazionale italiana, subentrando a Marcello Lippi dopo il Mondiale vinto. Sotto la sua guida, l’Italia si è qualificata con un turno di anticipo al Campionato Europeo del 2008, dove è stata eliminata ai quarti di finale ai calci di rigore dalla Spagna, futura vincitrice. Dopo l’esperienza in Nazionale, è tornato ad allenare in Serie A con il Bologna (2015-2018) e ha avuto anche un’esperienza all’estero, guidando lo Shenzhen FC in Cina (2019-2020). Più recentemente è tornato in panchina in Italia con lo Spezia (dal novembre 2025).
Gianluca Vialli: Il Bomber e Leader Vincente:
Gianluca Vialli (1964–2023) è stato un calciatore, allenatore e dirigente sportivo italiano, nato a Cremona il 9 luglio 1964. È considerato uno dei più grandi attaccanti italiani degli anni ‘80 e ‘90 e fa parte della ristretta cerchia di calciatori, unico attaccante, ad aver vinto tutte e tre le principali competizioni UEFA per club.
Inizi: Cremonese (1978–1984):
La sua carriera calcistica inizia nella natia Cremona, nel vivaio del Pizzighettone per poi passare alla Cremonese. Debutta tra i professionisti in Serie C1 a soli 16 anni, per poi giocare in Serie B dall’81. Con i grigiorossi colleziona 105 presenze e 23 gol in quattro stagioni, contribuendo alla storica promozione in Serie A nella stagione 1983-1984, attesa per 54 anni. Inizialmente schierato come tornante di fascia, con Emiliano Mondonico si mette in mostra segnando 10 gol in quella stagione.
L’Epopea Blucerchiata: Sampdoria (1984–1992):
Nell’estate del 1984, Vialli approda alla Sampdoria, dove vive il periodo più lungo e vincente della sua carriera in Italia. In blucerchiato si afferma definitivamente come uno dei centravanti più completi e letali, formando con Roberto Mancini la storica coppia dei “Gemelli del gol“.
• Scudetto e Trionfi Nazionali: Con la Samp vince il primo e unico Scudetto della storia del club nel 1990-1991, stagione in cui si laurea anche Capocannoniere della Serie A con 19 reti. Il palmarès blucerchiato si arricchisce anche di 3 Coppe Italia (1984-85, 1987-88, 1988-89) e una Supercoppa Italiana (1991).
• Successi Europei: Contribuisce alla vittoria della Coppa delle Coppe nel 1989-1990 (di cui fu capocannoniere) e raggiunge la finale di Coppa dei Campioni nel 1992, persa contro il Barcellona a Wembley.
• Statistiche: Lascia la Sampdoria dopo 321 presenze complessive e 141 gol.
La Consacrazione: Juventus (1992–1996):
Nel 1992, Vialli si trasferisce alla Juventus per una cifra record. Dopo due stagioni iniziali meno brillanti, la sua carriera bianconera decolla sotto la guida di Marcello Lippi.
• Leader e Capitano: Con Lippi diventa il centravanti titolare e un leader carismatico, ereditando la fascia di capitano dopo l’addio di Roberto Baggio.
• Trofei: Con la Vecchia Signora conquista uno Scudetto (1994-1995), una Coppa Italia (1994-1995), una Supercoppa Italiana (1995) e soprattutto la UEFA Champions League (1995-1996), vinta in finale contro l’Ajax. Inoltre, vince una Coppa UEFA (1992-1993).
• Statistiche: Termina l’esperienza a Torino con 145 presenze e 53 gol.
Esperienza all’Estero: Chelsea (1996–1999):
Nel 1996, Vialli si trasferisce al Chelsea, dove conclude la sua carriera da giocatore.
• Player–Manager: Diventa allenatore–giocatore nel febbraio 1998, assumendo poi solo il ruolo di allenatore dal 1999.
• Trofei da Giocatore/Allenatore: Contribuisce alla vittoria della FA Cup (1997), della Coppa di Lega Inglese (1998), della Coppa delle Coppe (1997-1998) e della Supercoppa UEFA (1998-1999), che lo consacra come uno dei pochi ad aver vinto tutte le principali competizioni europee per club.
Nazionale e Post-Carriera:
Con la Nazionale italiana, ha collezionato 59 presenze e 16 gol totali, partecipando a due Campionati del Mondo (Messico 1986, Italia 1990 – dove vince il bronzo) e un Campionato Europeo (Germania Ovest 1988). L’ultima apparizione in azzurro è datata 1992. Dopo la carriera da giocatore e allenatore (con anche una breve parentesi al Watford), è stato Capo Delegazione della Nazionale italiana dal 2019, partecipando alla vittoria del Campionato Europeo nel 2021. È stato candidato al Pallone d’Oro nel 1988 e nel 1991, e nel 2015 è stato inserito nella Hall of Fame del calcio italiano.
Angelo Di Livio: Il “Soldatino” di Fascia:
Angelo Di Livio, nato a Roma il 26 luglio 1966, è stato un centrocampista esterno (o ala) con spiccate doti di corsa, resistenza e abilità nella fase difensiva. Nonostante non fosse un attaccante prolifico (ha segnato solo 8 gol in Serie A), la sua intelligenza tattica, la sua dedizione e la capacità di coprire più ruoli (da esterno di centrocampo a terzino, e talvolta persino centrocampista centrale) lo hanno reso un “jolly” ideale e un titolare quasi inamovibile per i suoi allenatori, in particolare Marcello Lippi. Il soprannome “Soldatino” gli fu originariamente affibbiato da Roberto Baggio.
La Carriera nei Club: Gli Inizi e la Gavetta (1984–1993):
Cresciuto nelle giovanili della Roma, Di Livio ha dovuto fare una lunga gavetta nelle serie minori prima di arrivare al grande calcio.
• Serie C1 e C2: Le prime esperienze significative arrivano in Serie C1 con la Reggiana (1985-1986) e la Nocerina (1986-1987), e in Serie C2 con il Perugia (1987-1989), totalizzando diverse presenze e maturando come calciatore.
• Padova e l’esplosione (1989–1993): Il vero trampolino di lancio è il Padova in Serie B, dove milita dal 1989 al 1993. In Veneto colleziona 137 presenze e 13 reti in campionato, dimostrando costanza e qualità. Qui è anche compagno di squadra del giovanissimo Alessandro Del Piero. Il suo debutto in Serie A avviene solo a 27 anni.
La Juventus e il Ciclo Vincente (1993–1999):
Nel 1993, Di Livio compie il grande salto approdando alla Juventus, l’inizio di un periodo d’oro per il club bianconero, guidato da Marcello Lippi. Per sei stagioni, Di Livio è una pedina fondamentale di una delle squadre più forti d’Europa.
• Ruolo Chiave: Sebbene la squadra fosse piena di campioni, il “Soldatino” trova sempre spazio grazie alla sua affidabilità e alla sua duttilità.
• Successi Nazionali: Contribuisce alla conquista di 3 Scudetti (1994-95, 1996-97, 1997-98), 1 Coppa Italia (1994-95) e 2 Supercoppe Italiane (1995, 1997).
• Successi Internazionali: È parte integrante della Juventus che trionfa in Champions League nella stagione 1995-96. Successivamente vince anche 1 Supercoppa Europea e 1 Coppa Intercontinentale (entrambe nel 1996). Raggiunge anche altre due finali di Champions League consecutive (1997 e 1998) e una finale di Coppa UEFA (1995).
La Fiorentina e la Bandiera (1999–2005):
Nel 1999 si trasferisce alla Fiorentina, dove continua a essere un elemento cruciale.
• Capitano Viola: A Firenze, Di Livio diventa un leader e successivamente il capitano della squadra.
• Vittorie e Fedeltà: Conquista la sua seconda Coppa Italia nella stagione 2000-2001. La sua lealtà si manifesta pienamente nel 2002, quando la società fallisce e la squadra riparte dalla Serie C2 con il nome di Florentia Viola. Di Livio è uno dei pochi giocatori a rimanere in squadra, guidandola alla promozione in C1 e, nella stagione successiva (con il nome di Fiorentina), al ritorno in Serie B e infine in Serie A.
• Ritiro: Si ritira dal calcio giocato nel 2005, a quasi 39 anni, dopo aver totalizzato 187 presenze e 8 reti con la maglia viola in Serie A.
Carriera in Nazionale:
Di Livio ha collezionato 40 presenze con la Nazionale Italiana, rappresentando gli Azzurri in quattro grandi competizioni internazionali:
• Europei: Inghilterra 1996 e Belgio/Paesi Bassi 2000 (dove l’Italia raggiunge la finale, conquistando l’argento).
• Mondiali: Francia 1998 e Corea del Sud/Giappone 2002.
È stato sempre un elemento di grande affidabilità anche in Nazionale, spesso impiegato per la sua capacità di dare equilibrio e garantire corsa.


